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Statuto PDF Stampa E-mail

 

 

Statuto Istituto per Ciechi "Anna Antonacci"

 

Capo I

 

Art. 1
L'stituto dei Ciechi, fondato in Lecce nel 1906, per iniziativa di Anna Antonacci, con la cooperazione del Dott. Gaetano Fiore, provvede gratutitamente alla istruzione, educazione ed assistenza dei giovanetti ciechi di ambo i sessi, possibilmente della provincia di Lecce. Ove esistano posti disponibili, oltre quelli gratuiti, possono anche essere accolti i ciechi non poveri, mediante pagamento di una retta, ed alle condizioni da stabilirsi nel Regolamento interno.

 

Art. 2
L'istituto provvede ai suoi fini con i mezzi seguenti:

  1. Rendite Patrimoniali
  2. il contributo del Ministero della pubblica istruzione ed i contributi degli Enti locali;
  3. le rette pagate dai ciechi non accolti gratuitanmente;
  4. le oblazioni e le prestazioni di privati benefattori.

Capo II

 

Alunni


Art. 3
Gli alunni dell'istituto sono divisi in due sezioni: una maschile e l'altra femminile, il numero dei posti gratuiti e la retta per l'ammissione di alunni a pagamento sono stabiliti anno per anno dal Consiglio di amministrazione.

 

Art. 4

Per gli Enti che concorrono con contributo fisso almeno di Lire 5000 e in qualunque altro modo all'incremento dell'istituto e per coloro che richieggano più di due posti nell'istituto, la retta da corrispondersi per ogni alunno è ridotta di un quarto.

 

Art. 5

Per l'ammissione nell'istituto sono condizioni indispensabili:

  1. La cecità o semi-cecità a tal grado che non permetta di ricevere l'educazione e l'istruzione dei veggenti;
  2. L'età non minore di 4 né maggiore di 12 anni;
  3. La subita vaccinazione e rivaccinazione;
  4. Una costituzione fisica tale da essere conciliabile col regime di vita dell'istituto, e specialmente scevra di malattie contagiose.

Per gravi giustificati motivi il Consiglio di Amministrazione potrà derogare, in via eccezionale, dalla condizione dell'età.

 

Art. 6

Nell'istituto è vietata ogni diversità di trattamento fra ciechi accolti gratuitamente e quelli ammessi a pagamento.


Art. 7

Qualora risulti che un alunno ammesso gratuitamente non sia in stato di povertà, l'Amministrazione deve ripetere da chi di diritto il pagamento delle rette.


Art. 8

Gli alunni, i quali si dimostrano assolutamente refrattari al sistema di istruzione e di educazione o alla vita in comune nell'Istituto, possono essere, previa deliberazione del Consiglio di Amministrazione, restituiti alle famiglie o a chi li rappresenta.

 

Art. 9

L'educazione e l'istruzione degtli alunni vengono preferibilmente impartite nelle classi prima e seconda da insegnanti veggenti: nelle altre classi anche da insegnanti ciechi.

 

Art. 10

L'asilo di Infanzia può raccogliere anche bambini veggenti ed è affidato sempre ad una maestra veggente.

 

Art. 11

L'istituto provvede per i ciechi esclusivamente all'insegnamento elementare, dopo il quale, secondo le speciali tendenze, gli alunni saranno affidati agli Istituti all'uopo specializzati.

 

Art. 12

L'istituto come ente di istruzione e di educazione riconosciuto per l'assolvimento dell'obbligo scolastico, è sede legale di esami per ogni alunno interno e per gli esterni. La commissione esaminatrice è formata dagli insegnanti e dal direttore dell'Istituto stesso.

 

Capo III

 

Direzione ed Amministrazione


Art. 13
L'istituto è amministrato da un Consiglio composto da 7 membri, e cioè:

  • da un Presindente scelto dal Consiglio provinciale fra i cittadini residenti in Lecce, e sei consiglieri, dei quali, uno designato dal Comune di Lecce fra i Benefattori e benefattrici dell'istituto;
  • uno designato dal Vescovo della Diocesi, nella persona di un parroco della città di Lecce, uno dell'amminisrazione provinciale di Brindisi e uno da quella di Taranto;
  • un rappresentante dell'Unione Italiana Ciechi;
  • un rappresentante del Consiglio Provinciale dell'economia di Lecce.

Il consiglio di amministrazione elegge in proprio seno un vice presidente,

 

Art. 14

Il Presidente ed i consiglieri si rinnovano per intero ogni 4 anni e sono sempre rieleggibili.  Venendo a mancare il presidente o altro membro del consiglio si procederà alla sostituzione nei modi previsti dall'articolo precedente, ma i nominati cesseranno dalla ricarica con gli altri componenti allo scadere del quadriennio. In caso di assenza o impedimento del Presidente, ne fa le veci il vice presidente ed in caso di assenza di questo il membro più anziano di età.

 

Art. 15

Il Consiglio di Amministrazione su invito scritto del Presidente si aduna in seduta ordinaria nei mesi di maggio e settembre, ed inoltre una volta ogni due mesi. Si aduna, poi, in seduta straordinaria tutte le volte che il presidente lo ritiene opportuno, quando ne si fatta richiesta scritta da almeno tre consiglieri, o quando il R. Provveditore agli studi di Bari ne segnali la convenienza. Le adunanze sono valide quando intervengano almeno tre consiglieri oltre il presidente o chi ne fa le veci.

 

Art. 16

Le deliberazioni si prendono a maggioranza di voti. Esse si adottano a voti segreti quando si tratti di proposte concernenti persone: a parità di voti la proposta si intende respinta. Non può prendere parte alla discussione ed ella votazione chi ha interesse nell'oggetto della discussione e alla votazione che interesse nella discussione stessa ai sensi dell'art. 15 della legge 17 luglio 1890, n. 6972. In tal caso per la determinazione del numero legale, non si computa il Commissario interessato. I processi verbali delle adunanze sono stesi dal segretario e firmati da tutti coloro che vi sono intervenuti. Quando alcuno degli intervenuti si allontana, ricusi non possa firmare, ne sarà fatte menzione.

 

Art. 17

Il Consigliere che senza legittimo motivo non intervenga a tre sedute consecutive, decade dalla carica. La decadenza è dichiarata dal Consiglio di Amministrazione.

 

Art. 18

Il Consiglio di Amministrazione provvede sui seguenti oggetti:

  1. Nomina del direttore o direttrice dell'istituto, in base alle risultanze di percorso, nomina degli altri impiegati e salariati stabiliti dalla pianta organica che sarà annessa a regolamento interno;
  2. Punizioni disciplinari, licenziamento, sospensione per oltre cinque giorni e congedi per oltre 15 giorni del personale;
  3. Ammissione, dimissione e espulsione degli alunni;
  4. Richiesta al ministero della pubblica istruzione di autorizzazione ad intentare liti;
  5. Appalti, stipulazione di contratti e quanto altro viene segnato dal direttore per il funzionamento dell'istituto
  6. A tutti gli atti necessari per la compilazione e presentazione dei bilanci preventivo e consuntivo.

Inoltre il Consiglio promuove le iniziative necessarie per favorire l'incremento dell'istituto.

 

Art. 19

Il Presidente o chi ne fa le veci rappresenta l'istituto, ne invigila l'amministrazione ed il funzionamento, fa gli atti conservatori dei diritti del medesimo e cura l'esecuzione delle deliberazioni prese dal Consiglio. Firma la corrispondenza, i contratti ed ogni altra obbligazione verso enti o privati, i mandati di pagamento e gli ordini di incasso, prepara gli affari e le materie da sottoporre alle deliberazione del Consiglio di Amministrazione, concede licenze e permessi dai 5 ad i 15 giorni agli impiegati dell'istituto ed adotta a carico dei medesimi le punizioni disciplinari ed i 5 giorni di sospensione, riferendone in consiglio.

Il Presidente esegue in via ordinaria ogni mese  la verifica di cassa, ed invia straordinaria ogni qual volta lo ritenga opportuno, su richiesta del Consiglio di Amministrazione.

 

Art. 20

Il segretario-ragioniere da nominarsi secondo le norme di arruolamento, ha la responsabilità del servizio di ragioneria, attende alla corrispondenza dell'istituto, esegue ogni altra incombenza che gli venga affidata dal presidente o dal direttore.

 

Art. 21

la segreteria economa, viene nominata secondo le norme del regolamento. essa è consegnataria delle suppellettili dell'istituto e ne cura la manutenzione,  la sorveglianza sulla dispensa e cura gli acquisti di generi alimentari e di biancheria, sorveglia il personale addetto alla cucina ed alla distribuzione delle vivande agli alunni secondo la tabella dietetica.

 

CAPO IV

 

 

Disposizioni generali e transitorie

 

 

Art. 22

Il regolamento detta le norme per la disciplina, per la premiazione, per le nomine degli impiegati salariati, per le scuole, per vitto, per economato, per corredo di ciascun alunno ed ogni altro argomento che possa riguardare la vita dell'istituto.

 

Art. 23

Il servizio di cassa è affidato all'esattore comunale o altra persona scelta dal Consiglio di Amministrazione.

 

Art. 24

I mandati di pagamento debbono essere firmati dal Presidente o da chi ne fa le veci e dal segretario.